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Un anno e otto mesi, per nuclei familiari con 8.500 euro di Isee, sono oggettivamente un tempo inaccettabile come risposta. Il genitore richiedente l’assegno è tenuto ad aggiornare la DSU entro il 31 gennaio 2016 (siamo dopo, ma di sicuro una famiglia con Isee inferiore a 8.500 euro l’aggiornamento della DSU l’avrà fatto). L’Autorità per l’energia, inoltre, ha aumentato, a partire dal 1 gennaio 2017, il bonus per le famiglie in stato di bisogno. Non solo per le famiglie non si fanno passi avanti ma adesso iniziamo a farne indietro. L’aiuto economico per le famiglie prevede un sostegno alle donne in gravidanza. Il decreto ha introdotto, per il 2009, un bonus straordinario per le famiglie a basso reddito. Si tratta di un bonus di 960 euro annui per redditi fino a 24.000 euro, mentre per redditi tra 24.000 e 26.000 decresce gradualmente. Questa cifra può arrivare fino a 20.000 euro per le famiglie numerose con più di 3 figli a carico.

Presentazione InfanziaRicordiamo ai nostri lettori che la carta per famiglie numerose non prevede denaro contante, ma gli importi sono fruibili solo attraverso sconti e agevolazioni per determinate tipologie di acquisti. Rientra tra le novità istituite nel 2016: è un sostegno per famiglie a basso reddito con almeno tre figli a carico. Finalmente», dice l’onorevole Sberna: «Con un anno di ritardo giungeranno alle famiglie numerose 500 euro, erogati direttamente dall’INPS, senza bisogno di specifica richiesta. Stessa cosa vale per il Bonus Mamma Domani 2018, che riguarda le donne in stato interessante che partoriranno proprio entro il 2018. Cerchiamo di capire quindi nel dettaglio cosa accadrà il prossimo anno per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie. I bonus confermati anche per il prossimo anno sono: bonus luce e gas. Un assegno universale per le famiglie povere, fino a 485 euro mensili. La norma stabilisce che dal 1º gennaio 2017 è riconosciuto un premio alla nascita o all’adozione di minore dell’importo di 800 euro. A norma di legge, per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 fino al 31 dicembre 2017 è prevista la corresponsione di un importo annuo pari a 960 euro rattizzati: 80 euro al mese per 12 mesi.

Il bonus bebè 2017 non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile a fini Irpef e non ha conseguenze sul diritto a percepire il bonus di 80 euro in busta paga. Dunque, possono ottenere il bonus tutti i clienti domestici intestatari di un contratto di fornitura elettrica, per la sola abitazione di residenza, appartenenti ad un nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro. La Carta Acquisti MEF prevede, anche per il 2016, la possibilità di ottenere per il beneficiario un sostegno economico per la spesa alimentare, sanitaria o per pagare bollette di luce e gas. A puntate i fari sulla spinosa questione, anche il neo papà Giacomo Leonelli, segretario regionale del Pd. Le agevolazioni non sono predeterminate ma lasciate alla discrezione di ogni banca aderente, che deve darne ampia pubblicità. Per coloro che sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi, la restituzione del beneficio non spettante, in tutto o in parte, avviene mediante versamento effettuato con il modello F24 entro gli stessi termini. La priorità è per le giovani coppie, i nuclei familiari mono-genitoriali con figli minori e i giovani di età inferire a 35 anni con lavoro atipico.

SocietA darne notizia è l’assessore provinciale alle Politiche del lavoro Michelangelo Mirabello, che ha illustrato le modalità di accreditamento degli aiuti contro la povertà, previsti dai relativi bandi regionali emanati nell’autunno scorso. Il Comune di Roma offre la possibilità di fruire del servizio educativo e sociale dell’asilo Nido ai bambini e alle bambine fino a tre anni residenti nel territorio di Roma Capitale e appartenenti a nuclei familiari con almeno un genitore. Ben il 24 per cento dei bambini tra gli 8 e i 9 anni si trova in condizioni di sovrappeso e obesità. Il bonus è destinato al pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati per i bambini fino a tre anni. Si può presentare una sola domanda per ciascun figlio e il genitore richiedente deve autocertificare i requisiti che danno titolo alla concessione. In alternativa sarà possibile recarsi presso il CAF o patronato, il quale si occuperà di effettuare il download e la compilazione della domanda stessa. Se si risiede in un’abitazione in cui la fornitura elettrica è intestata ad una persona non appartenente al nucleo familiare, occorre richiedere la voltura del contratto.

L’assegno mensile varia da 187,50 a 485,41 euro, a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare richiedente. Nella sostanza non occorre riportarlo nella denuncia dei redditi. Durante l’anno accade spesso che si liberino dei posti – fa notare l’assessore – e dunque in quel caso il Comune è pronto a riaprire i bandi”. E così accade che l’Inps, invece, non inserisce negli elenchi dei nidi convenzionati i comuni che non hanno ancora provveduto”. Siamo nella fase di adeguamento – dice ancora la Vietina – e già fra pochi giorni i nidi Chirikù alla Cappella e Arcobaleno a S. Marco avranno le condizioni per essere inseriti negli elenchi. Ma c’è comunque una finestra disponibile già per chi dovesse entrare in graduatoria nel momento in cui si dovessero riaprire i bandi. Per entrambe le categorie è necessario che le lavoratrici si trovino negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità.