SEO e Strumenti Gratuiti Per La Ricerca Delle Parole Chiave

Se lo utilizzate, ogni tanto pagate una birra allo sviluppatore. Posizionamento seo (www.seogarden.net/) Servirà a tener vivo questo strumento per il consulente seo. Anche qui, inserite la keyword di vostro interesse nel box, selezionate la lingua italiana e come paese l’Italia.

Naturalmente se lavorate su un sito con target e linguaggio diverso dal nostro paese, imposterete questi valori diversamente. Molto interessanti sono le possibilità di “guidare” la ricerca attraverso i pulsanti “reverse suggest“, “normal suggest“, “both suggest” e “W-Questions“. Il primo tenta di forzare i risultati a restituire la chiave alla fine delle long tail risultanti, la seconda invece la mette prima. In both suggest la chiave potrebbe stare prima e dopo. Infine, in w-question, dovrebbe restituire delle domande contenenti la keyword (solo in tedesco, inglese, francese e spagnolo purtroppo). AnswerThePublic è forse il più completo dei 4 tool per la ricerca delle keywords presentati in questo articolo. A me piace moltissimo perché oltre alla ricerca delle parole chiave, ci fornisce anche delle domande in cui sono incluse, seguendo la regola delle 5 W, tanto cara a noi blogger.

posizionamento locale

Per poter consultare i dati più facilmente, ti basterà passare dalla vista “Visualisation” a quella “Data”. Infine, puoi esportare i dati in formato .csv facendo click sul pulsante EXPORT TO CSV in alto a destra. Avresti mai pensato che Wikipedia può essere uno strumento utile per la ricerca delle tue parole chiave? Da questa enciclopedia libera puoi trovare moltissime idee per keywords long tail e sinonimi che ti aiuteranno a migiorare il tuo posizionamento su Google e trovare clienti online. Ma come puoi fare? Cerca la tua parola chiave o argomento su wikipedia (in questo caso ho inserito il termine “SEO”) e, man mano che leggi l’articolo, prendi nota di tutte le parole correlate che potresti usare nei tuoi contenuti. La maggior parte degli articoli che trovi su Wikipedia ha un indice dei contenuti. Si tratta di una risorsa interessantissima per trovare ulteriori idee. Infatti al suo interno troviamo riassunti i principali argomenti dell’articolo con parole chiave differenti. Un’altra sezione che vuoi essere sicuro di controllare è quella della bibliografia.

  1. La ricerca dei termini e argomenti per i quali posizionarsi
  2. Destinazione turistica Milano
  3. Il contenuto generato da software
  4. Testo generato attraverso processi automatizzati, come i processi markoviani

Per le aziende oggi per avere maggiori opportunità di business è assolutamente prioritario aumentare la visibilità nei risultati locali e quindi avere un buon posizionamento seo territoriale. Il servizio di Posizionamento Web Locale (SEO Local Search) rappresenta la soluzione migliore per tutte le imprese e i negozi che desiderano essere trovate nei motori di ricerca nelle ricerca geo localizzate.

Avere un buon posizionamento Web Locale è un vantaggio per essere ben visibili a chi naviga in mobilità con Smarthphones e tablet. Infatti la tua sede apparirà sulle mappe di Google, nella sua esatta posizione, così da essere facilmente raggiungibile attraverso qualsiasi strumento di navigazione (navigatori, smartphone e tablet). Google decide autonomamente se la ricerca è geo localizzata o meno, si ottiene ad esempio scrivendo i termini “hotel roma”. Per le ricerche geo localizzate Google in prima pagina mostra una lista molto limitata di link delle aziende presenti in Google Places con affianco a una mini mappa di Google Maps. Per questo è molto importante ottimizzare il profilo Google Places affinche sia il più efficace possibile.Non ci fu mai una parola ufficiale da Google, ma è chiaro che la loro azienda SEO stava facendo un processo di rimozione di link. Twitter è scoppiato con commenti su come Interflora stava chiedendo alle persone di rimuovere i link al loro sito. Interflora aveva promesso l’invio di fiori gratis ai blogger in cambio di link.

Già questo può essere un po’ rischioso. Le linee guida di Google dicono esplicitamente che non è possibile scambiare prodotti per link. Questo è considerato come comprare link. Se, invece, Interflora avesse semplicemente inviato fiori ai blogger sperando che mettessero il link, non avrebbero rischiato una sanzione. Poco dopo penalizzare Interflora, Google ha avvertito i siti di non vendere i link , compresi i link nei pubbliredazionali se non hanno il nofollow. Ciò ha portato molti a ipotizzare che Interflora fosse stata penalizzata per l’acquisto di pubbliredazionali. Si tratta di un’ipotesi ragionevole, considerando che Interflora aveva acquistato più di 150 pubbliredazionali dall’inizio di gennaio fino a San Valentino. Gli ottimi contenuti (soprattutto se si tratta di “contenuti sempreverdi“) vengono consumati più e più volte, e anche questo è un segnale che si suppone possa determinare il contenuto di alta qualità per Google. Suggerimento: identifica e ottimizza/rielabora le pagine che hanno un bounce rate alto, in modo che “trattengano” l’utente più a lungo. Prova anche ad utilizzare alcuni trucchi per aumentare le pagine visualizzate. Usabilità e user experience sono materie a parte, ma se ti occupi di SEO nel 2014 è necessario conoscere, almeno a grandi linee, queste 2 discipline. Design/Layout: avere un design molto vecchio, o molto brutto, è un invito a far scappare via gli utenti. Anche se il concetto di “brutto” è molto soggettivo, evita assolutamente il design utilizzato dai siti di spam, visto che il tuo sito non è di quel genere. Aggiornare costantemente il tuo sito e “rinfrescare” periodicamente il layout, è una buona pratica per migliorare la user experience. Navigazione: agli utenti vanno forniti percorsi di navigazione intuitivi, che permettano loro di trovare i prodotti e i contenuti presenti sul tuo sito nel modo più semplice e istintivo possibile.

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Non c’era una comunità SEO come possiamo dire esserci oggi. Come si posizionava un sito all’inizio del nuovo millennio? Qualche link iper-ultra artificiale. L’ottimizzazione on-page era ben altra cosa rispetto ad adesso: niente semantica, niente contenuti di qualità. Era sufficiente ottimizzare title, description e inserire il più possibile le parole chiave all’interno della pagine web(il famoso keyword stuffing). A livello di link, non serviva un granché. All’inizio l’algoritmo di Google non sapeva riconoscere con precisione un link artificiale. Chissà se i fondatori di Google si aspettavano quello che poi sarebbe successo – penso alla Link Building, ai Private Blog Network etc! Nel 2000 Google era poco interessato allo spam, era invece focalizzato nell’avviare tutta una serie di servizi, dalla Google Toolbar in poi. Nessuna punizione per i webmaster e SEO che sbagliavano, solo una lenta e lunga attesa, chiamata all’epoca Google Dance.

La Google Dance era quel lasso di tempocon cui Google aggiornava i propri archivi, ricalcolando il numero dei link e il valore di PageRank. Analizzare le migliori parole chiave per il tuo business è la fase più importante per l’ottimizzazione dei siti web, e raggiungere il proprio target di mercato. Trovare le giuste keywords per la tua campagna seo può portare un sacco di vantaggi se si sa come trovare le parole chiavi più reditizzie e con la concorrenza più bassa. Come detto prima la ricerca delle parole chiave è una delle fase più importanti per fare l’ottimizzazione e il posizionamento del sito web su google . Tuttavia, esagerare con il loro inserimento viola le linee guida di google per la ottimizzazione organica. L’abuso farà innescare le bandiere rosse degli algoritmi del motore di ricerca. Questo è quello che indica una sovraottimizzazione, una delle tecniche altamente sconsigliate che può sfociare nel black-hat SEO .Per ottenere dei risultati ottimali, i web-marketers devono rispettare le regole di base in fase di ottimizzazione. Non c’è bisogno di impegnarsi nello scrivere la keyword decine e decine di volte e cadere nello keyword stuffing (altra tecnica che potrebbe portare a delle penalizzazioni) o altre tecniche sporche che violino le linee guida di google.